Dal 1969 · Calitri · Irpinia

Quattro generazioni di mani,
una sola storia.

Da Nonna Maria, la f'r'naregghja di paese, fino ai ragazzi che oggi crescono in mezzo alle farine. Il pane di Calitri si tramanda così.

Prima del 1969 c'era Nonna Maria

Tutto comincia molto prima del panificio. Nonna Maria faceva la f'r'naregghja — parola del dialetto calitrano che significa «la fornaia»: colei che aiutava nel forno a fare il pane. Non aveva un locale suo. Aveva un mestiere, e aveva le mani.

Quando si fa il pane in un forno di paese si imparano cose che nessuno scrive. Si impara a riconoscere quando l'impasto è pronto. Si impara il rumore della crosta che si forma. Si impara l'attesa. Maria queste cose le imparò bene. E le insegnò a sua figlia, Vincenza.

Il 1969: nasce Il Forno del Borgo

Nel 1969 Vincenza insieme al marito Giovanni decide di aprire un panificio tutto suo. Quello che era un mestiere di paese diventa un'attività di famiglia. Il forno trova un indirizzo, una vetrina, dei clienti che lo cercano per nome.

Da quel giorno il pane di Calitri parte ogni mattina prima dell'alba. Le farine sono quelle giuste. Le mani sono quelle giuste. La pazienza è quella giusta. Niente è cambiato.

Le origini del Forno del Borgo
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Quattro generazioni di mani che impastano. Una sola storia. — Il Forno del Borgo, dal 1969

Le cose che non abbiamo cambiato

1969
Anno di fondazione
3
Generazioni
~30
Prodotti artigianali
1969
Tradizione viva

Le piccole abitudini buone

Ci sono cose che potremmo cambiare per essere più veloci. Per produrre di più. Per costare di meno. Ma non le cambiamo. Ecco perché:

La farina ha un nome

Compriamo grano duro da chi lo coltiva. L'olio dal frantoio del territorio. Le uova fresche. Sappiamo da dove arriva tutto. È così che dovrebbe essere.

L'attesa non si compra

L'impasto riposa 24 ore. Per il panettone 48. Niente miglioratori, niente scorciatoie. Si aspetta. Punto. Il pane buono diventa se stesso solo se ha tempo.

Le mani sentono

Ogni impasto è diverso dal giorno prima. Cambia per il clima, per l'umidità, per il calore. Una macchina non lo sa. Le mani lo capiscono al primo tocco. È un mestiere antico, ma è ancora il migliore.

Da qui, per tutti

Calitri è un paese di mille anime. Da qui parte il nostro pane per Milano, Torino, Roma. Per chi è andato via e ne sente la mancanza. Per chi non c'è mai stato e vuole capire perché tutti ne parlano.

Le quattro generazioni

Prima del 1969 — Nonna Maria. Faceva la f'r'naregghja, la fornaia di paese. Aiutava al forno a fare il pane per gli altri. Non aveva un'attività propria. Aveva il mestiere e l'esperienza che si tramanda solo lavorando.

1969 — Vincenza e Giovanni. Aprono il panificio. Pane di grano duro, taralli, biscotti della domenica. Il forno parte alle quattro del mattino. Il pane esce caldo per la prima colazione del paese.

Oggi — La terza generazione. La figlia di Vincenza e Giovanni porta avanti l'attività. Si aggiungono i dolci delle feste: panettoni, colombe, pastiere. Le mani cambiano, la pasta madre resta la stessa.

A breve — La quarta. I ragazzi crescono in mezzo alle farine. Imparano guardando, come si è sempre fatto. Presto saranno loro a impastare.

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Punto vendita: Via Tedesco F. 32, 83045 Calitri (AV)
Laboratorio: Via Immacolata Concezione 13, Calitri (AV)

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come profumava il pane di una volta.

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